FIERA DI VICENZA 11 - 14 MARZO 2017

17a rassegna internazionale di arredi, oggetti liturgici e componenti per l'edilizia di culto

Chiesa di S.Maria in Foro o Dei Servi

Chiesa di S.Maria in Foro o Dei Servi

La chiesa di Santa Maria in Foro deve il suo nome ai religiosi dell'ordine dei Servi di Maria, qui insediatisi agli inizi del '400. La costruzione della chiesa ebbe inizio prima del 1407 in forme romanico - gotiche. Successivamente, nel corso dello stesso secolo, l'edificio fu più volte ampliato e nel 1531 fu aggiunto il portale, opera di Gerolamo Pittoni e di Giovanni di Giacomo da Porlezza.
La facciata fu rifatta nel 1710 con inserimenti scultorei di Orazio Marinali e Giovanni Calvi.

L'interno conserva alcuni dipinti di notevole interesse: "La Madonna con il Bambino tra i santi Rocco e Sebastiano" del 1533 è di Benedetto Montagna e proviene dalla chiesa di San Rocco, "L'Annunciazione con i santi Antonio, Nicola, Caterina e Lucia" di Alessandro Maganza e "La Vergine con i santi Bernardino da Siena, Agata, Filippo Benizi e Caterina" di Giambattista Maganza il Giovane.

Particolarmente interessante l'altare dell'Addolorata legato alla devozione diffusa grazie all'apostolato degli stessi Servi di Maria.

 Testo: Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Vicenza

 Piazza Biade 23 – Vicenza – 0444.543812
Orari di Apertura: lun/dom 7.30-12.00 15.30-19.00
Orari S. Messe Festivo: 9.30 – 11.00 – 21.00 Prefestivo: 18.30

FESTE E MEMORIE DI MARIA NELLE CHIESE DEI SERVI

Approfondimento

La liturgia è per i Servi di Maria il luogo privilegiato per esprimere il servizio alla Vergine, i decreti capitolari tra XIII e XIV secolo insistono proprio sull'importanza degli atti di culto alla Madre di Dio. La figura di Maria non occupa però un posto a sé, si colloca sempre nella visione del mistero Pasquale che guida tutto l'anno liturgico. Quest'ultimo, pur mantenendo la divisione della Chiesa romana, ha da un punto di vista teologico un suo percorso: inizia con la nascita della Vergine e termina con la sua assunzione. In questa strutturazione prendono rilievo tutte le feste e "memorie" mariane, con una particolare attenzione per la celebrazione del sabato. Il sabato, giorno che segue la morte di Cristo e precede la sua risurrezione, è considerato dalla chiesa occidentale come il momento in cui tutta la speranza e la fede era posta in Maria. La Natività della b. Vergine (8 settembre), è invece una festa molto importante per l'Oriente, in quanto cade all'inizio dell'anno liturgico bizantino; la celebrazione segna l'avvento di colei che dà inizio alla storia della salvezza. A Vicenza la solennità della "Madonna dei Oto", ebbe origine con la prima processione ordinata dal Comune nel 1407, fu poi continuata come principale festa cittadina nel Santuario di Monte Berico. Seguono quindi le feste più antiche, diventate nel corso dei secoli dogmi della Chiesa: l'Immacolata concezione (8 dicembre), Maria ss. Madre di Dio (1° gennaio) e l'Assunzione (15 agosto), festa che in Oriente era celebrata come Dormizione di Santa Maria e che onora la sua glorificazione in Paradiso, anima e corpo. E' la festa che conclude il percorso teologico dei Servi i quali però influirono sulla liturgia mariana con una loro specifica "memoria": Beata Maria Vergine Addolorata (15 settembre). La festa, nata nel medioevo, fu diffusa dall'apostolato dell'Ordine, approvata per lo stesso nel 1667, fu estesa a tutta la Chiesa nel 1814 da papa Pio VII. In origine era collocata il venerdì antecedente le domenica delle palme, oggi è invece fissata nel giorno successivo all'esaltazione della croce (14 settembre). In entrambi i momenti risalta la figura dell'Addolorata: la Mater dolorosa che assiste al sacrificio del figlio ed è partecipe della sua passione e morte.

La chiesa di S. Maria dei Servi conserva un altare dedicato alla Vergine, il secondo della navata sinistra, che ripercorre tale sviluppo liturgico: costruito nel sec. XVI dalla famiglia Velo era originariamente dedicato al Crocefisso. Nel 1834 subì una serie di trasformazioni e fu dedicato all'Addolorata, raffigurata nella statua policroma racchiusa nella nicchia.

Testo: dott. Michela Fantin (Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Vicenza)

Credits per foto: Linea Light Srl , Alessandro Rigola Organi, Manifatture Mario Bianchetti Srl, F.lli Schiavone Sas

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