FIERA DI VICENZA 11 - 14 MARZO 2017

17a rassegna internazionale di arredi, oggetti liturgici e componenti per l'edilizia di culto

Tempio di Santa Corona

Tempio di Santa Corona

Il tempio di Santa Corona fu costruito a partire dal 1261 ad opera dei Domenicani allo scopo di conservare la reliquia di una Sacra Spina della corona di Cristo donata al vescovo di Vicenza, beato Bartolomeo da Breganze, da San Luigi di Francia (re Luigi IX).

Fu modificato in varie epoche. Il presbiterio, in origine rettangolare, fu allungato e concluso da abside rettangolare nel 1480 sotto la direzione di Lorenzo da Bologna. Nel XVI secolo, su progetto di Palladio, fu costruita la Cappella Valmarana. Nell'Ottocento furono eliminati gli apparati barocchi e furono operati altri rimaneggiamenti tra cui quello della facciata.

L'interno si presenta a tre navate con una serie di cappelle che si aprono sul lato destro, tra queste spicca quella del Rosario.
Vi è racchiusa la più preziosa raccolta di opere d'arte di tutte le chiese vicentine. Vi sono conservate opere di Giovanni Bellini ("Battesimo di Cristo"), di Paolo Veronese ("L'adorazione dei Magi), di Francesco Maffei, di Gianbattista Pittoni, della bottega dei Maganza, di Bartolomeo Montagna e di Battista da Vicenza.

Nella Cripta è posto un gruppo scultoreo raffigurante Cristo, il beato Bartolomeo Breganze e il re di Francia san Luigi IX, realizzato da Girolamo Pittoni da Lumignano.
Di grande pregio anche gli arredi sacri, l'altare Maggiore e le tarsie del coro.

In questa chiesa venne sepolto l'architetto Andrea Palladio nella tomba di famiglia della moglie (si noti la lapide posta sull'ultimo pilastro di sinistra). I resti o i creduti tali furono traslati a metà del secolo scorso per essere inumati nella tomba monumentale del cimitero comunale.

I chiostri e l'annesso convento domenicano, dal 1303 sede del tribunale dell'Inquisizione, furono danneggiati dai bombardamenti aerei. In parte restaurati, oggi ospitano il Museo Naturalistico ed Archeologico.

Testo: Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Vicenza

 Contà Santa Corona – Vicenza – 0444.323644
Orari di Apertura: mart/dom 9.00-12.00 15.00-18.00
Orari S. Messe Festivo: 12.00 – 17.30

L’ALTARE MAGGIORE IN SANTA CORONA

Approfondimento

 L'altare cristiano è una mensa, attorno alla quale la comunità si raccoglie per prender parte al convito eucaristico: il pane della vita e il calice dell'unità che nutrono e redimono il popolo cristiano. La cena che in esso si consuma è memoriale, richiama quella istituita da Gesù alla vigilia della passione. In questo luogo di comunione il sacrificio di Cristo, sacerdote e vittima, viene ripresentato e offerto. Esso è la pietra eletta e preziosa dal cui fianco scaturiscono sangue e acqua, ma è anche il trono della Gerusalemme celeste attorno al quale si raduneranno in perenne lode tutti i discepoli di Cristo. La sua consacrazione avviene ponendo in una cavità le reliquie dei martiri e dei santi segno del sacrificio e della devozione di tutta la Chiesa.

Per la grande importanza che ha nello svolgimento della liturgia, sull'altare si è sempre concentrata l'attenzione degli artisti, in particolare quello di S. Corona stupisce per la singolarità dei decori: le splendide tarsie di marmo e madreperla a ornati naturalistici e figurato. E' firmato da Antonio Corberelli con la data del 1670, ma all'opera lavorarono anche i fratelli Benedetto e Francesco con il nipote Domenico, singolari intarsiatori di pietre dure, di origine fiorentina, operosi anche a Padova, Brescia, Modena e Bologna. Esso consta di una mensa su cui si eleva il parallelepipedo che racchiude il tabernacolo e sopra questo un tempietto a due piani. Di fianco, su due zoccoli, si ergono due angeli e, sulla balaustra, che delimita lo spazio della celebrazione da quello del coro, le statue di Angelo e Francesco Marinali (S. Sebastiano, S. Maria Maddalena, S. Maria Egiziaca e S. Girolamo). Il programma iconografico, molto interessante e complesso, presenta un doppio registro di raffigurazioni che si snodano intorno a tutto l'altare. Vi si accede tramite tre gradini ove sono raffigurati dieci animali che richiamano altrettante virtù (tra questi il cane simbolo dei Domenicani guardie fedeli contro l'eresia). Sul riquadro centrale si apre l'Ultima Cena e ai lati l'Apparizione della Madonna di Monte Berico (riquadro firmato dal Corberelli; il personaggio raffigurato a lato rappresenta probabilmente lo stesso autore) e la Risurrezione. A sottolineare il tema del sacrificio di Cristo sulla cornice sono leggibili, assieme alle figure dei dottori della Chiesa e degli Evangelisti, tutti gli strumenti della passione (si noti anche la splendida immagine della Veronica). Sul lato destro e su quello sinistro si hanno le raffigurazioni delle più importanti sante domenicane (S. Agnese da Montepulciano, S. Caterina da Siena, S. Rosa da Lima e S. Margherita d'Ungheria) e di dei due maggiori domenicani (S. Pietro Martire e S. Domenico), mentre sul retro il programma iconografico è tutto incentrato sulla preziosa reliquia della corona di Cristo che la chiesa conserva. Al centro si nota infatti l'Incoronazione di spine e ai lati S. Luigi re di Francia dona la preziosa reliquia al domenicano Bartolomeo da Breganze e Il Beato Bartolomeo entra a Vicenza con la Sacra Spina. Sul registro superiore invece si snodano scene dell'Antico Testamento che prefigurano il sacrificio eucaristico: frontalmente il racconto apocrifo del profeta Abacuc che, trasportato per i capelli da un angelo, porta il pane e il vino a Daniele nella fossa dei leoni e a seguire il Sacrificio di Isacco, la Caduta della Manna, il Sacrificio di Abele e Abramo che incontra Melchisedech, l'episodio veterotestamentario che prefigura l'Ultima Cena.

Testo: dott. Michela Fantin (Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Vicenza)

Credits per foto: Linea Light Srl , Alessandro Rigola Organi, Manifatture Mario Bianchetti Srl, F.lli Schiavone Sas

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